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Groupon, Facebook Deals e Google Offers: la nuova miniera d’oro del web

marzo 25th, 2011 · Senza categoria

Era impensabile solo un’anno e mezzo fa che Groupon arrivasse ad una valutazione strepitosa: infatti, dopo aver rifiutato un’offerta da parte di Google di ben 6 miliardi di dollari, la sua valutazione è arrivata vertiginosamente a 25 miliardi di dollari.

Il sito, lanciato agli inizi del 2009, vanta attualmente 60 milioni di abbonati in 45 paesi diversi. Questa quotazione è quasi sicuramente l’atto finale di un percorso che ha dato il via ad un nuvo business online, quello degli acquisti di gruppo appunto, che sta interessando anche potenze come Facebook.

Quest’ultimo a Marzo ha lanciato un servizio simile, Facebook Deals, attivo oggi solo in alcune città americane, che lo mette in concorrenza con Groupon e Living Social, sostenuto da Amazon. Non potevano quindi mancare Yahoo, Microsoft e Google che rispettivamente con Local Offers, BingDeals e Google Offers stanno cercando di farsi strada in questo campo poiché, come gia accaduto in passato, se la superpotenza online non riesce ad acquistare la piccola azienda innovativa, cerca di replicare offrendo un servizio simile ma basato sulla propria forza.

Ovviamente è un meccanismo che non sempre può riuscire, ma sicuramente metterebbe a forte rischio il futuro di Groupon.

Per tutti questi siti il meccanismo è semplice ed oramai quello conosciuto dagli amanti degli acquisti di gruppo online: il cliente si registra gratuitamente al sito che quotidianamente emette offerte e servizi scontatissimi. L’ offerta sarà valida solo nel caso in cui si raggiunge un certo numero di clienti ed ha una durata limitata.

Secondo Roberto Liscia, presidente di Netcomm, il consorzio per il commercio elettronico, “In questo modo si fa una scelta che ribalta il modello promozionale tipico”. “Invece di investire in pubblicità – aggiunge in un’intervista a l’Espresso -, rinunciano a una parte del guadagno, dovendo sia fare uno sconto all’utente sia dare una royalty a Groupon. Trasformano così un costo iniziale e fisso – quello della pubblicità – in uno proporzionale al successo dell’iniziativa. La quale ha anche il vantaggio di essere più trascinante e mirata rispetto alla pubblicità tradizionale”.

Il successo di Groupon e il rifiuto dell’offerta di Google ha fatto nascere numerosi tentativi di imitazione tanto che, dopo il boom dei social network, sono nati tantissimi start up per replicare al business dell’inventore Andrew Mason.

A parte Living Social che ha concluso un accordo con Amazon per 175 milioni di investimenti, sono stati lanciati una serie di siti che puntano su gruppi particolari. Daily Pride si rivolge ai gay, BlackBiz Hookup agli afroamericani e Gluten-free deals alle persone allergiche al glutine. In novembre Jodi Samuels e Allen Ganz si sono inventati Jdeal, una sorta di Groupon in versione Jewish. Questo dopo che i due avevano già dato vita a un social network per le mamme ebree. L’idea non poteva che piacere anche ai Cinesi, infatti sembra che da quelli parti ci siano gia 1.200 siti di gruppi di acquisto online.

E in Europa? La situazione, scrive la rivista americana Advertising Age, è quella tipica del Far West, con molte start up e molte chiusure, al punto che per riuscire a sopravvivere alcuni siti hanno dovuto affinare il modello di business. Nel nostro paese, oltre alla versione nazionale di Groupon, c’è Glamoo, un’azienda inglese ma fondata da italiani, che offre servizi nel campo della moda. Poinx, anch’essa italiana, si sta ritagliando piccoli spazi puntando fortemente sui centri di minori dimensioni. Alla fine siamo solo all’inizio.

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La valutazione di Groupon sale a 25 miliardi di dollari

marzo 25th, 2011 · Senza categoria

Sia Facebook che Google o Bing Dealmap sono tutti impegnati a sfidare il fenomeno Groupon sul mercato degli sconti locali.

Ma per ora il re degli affari e delle offerte speciali rimane sempre e solo Groupon, che sta per ricevere una super valutazione di ben 25 miliardi di dollari. Lo riporta Bloomberg.

Facebook, con i suoi quasi 600 utenti al mese, ha ormai progettato di estendere ha il suo programma con Facebook Deals, nel tentativo di sfidare altri servizi come la stessa Groupon e LivingSocial con gli acquisti di gruppo.

Dopo “Local Offers” di Yahoo! e dopo che Google ha dovuto incassare il no di Groupon a un’acquisizione da 6 miliardi di dollari, ha sfoderato Google Offers per sfidare proprio Groupon: gli utenti riceveranno un’email con un affare locale al giorno che va da una cena in un prestigioso ristorante piuttosto che ad uno sconto per un percorso benessere.

Groupon, attualmente, conta 70 milioni di utenti ed è presente in più di 500 mercati, due terzi più rispetto ai 300 di quando Google la valutò 6 miliardi di dollari. L’Ipo di Groupon era stata valutata 15 miliardi di dollari a metà gennaio e già ora si parla di ben 25 miliardi: con un incremento del 66% circa in poche settimane.

Non male per il ragazzotto Mason, che nel giro di un anno e mezzo circa, si è visto stravolgere totalmente la vita.

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Dopo Groupon, la Valanga

marzo 24th, 2011 · Senza categoria

Andrew Mason, un ragazzotto di 29 anni di Pittsburgh, è colui che ha inventato il modello di business che sta rivoluzionando il mondo del commercio e della pubblicità. Ora telelavora da un paesino ucraino e la sua azienda, Groupon, ha già ricevuto più di un miliardo di dollari in finanziamenti privati.

La rivista “Fast Company” l’ha messa al quinto posto tra le aziende più innovative del 2011, in una classifica che vede Apple al primo posto e dove Google è solo sesta. “La formula di Groupon, ora imitata da 500 aziende nel mondo, anche italiane, è rivoluzionaria perché mescola il commercio elettronico con quello tradizionale, legato al territorio”, spiega Roberto Liscia, presidente di Netcomm, il consorzio del commercio elettronico italiano.

Il gioco è molto rapido e semplice, infatti, l’utente si iscrive gratuitamente ad un sito di gruppi di acquisto online; e dopo aver indicato la propria città inizia a ricevere, via Internet, promozioni ed offerte ad hoc, provenienti da esercenti locali che aderiscono all’iniziativa. Le offerte hanno solitamente un tempo limitato e valgono solo se viene raggiunto un numero sufficiente di acquirenti. Grazie alla formula dei gruppi di acquisto i siti di social commerce promettono uno sconto fino al 70 per cento rispetto ai normali prezzi di listino.

Dov’è il business? Gli esercenti girano a Groupon una royalty sugli acquisti, di solito il 50 per cento. In sostanza fanno una scelta che ribalta il modello promozionale tipico, dove invece di investire in pubblicità, rinunciano a una parte del guadagno, dovendo sia fare uno sconto all’utente sia dare una royalty a Groupon, trasformando così un costo iniziale e fisso (quello della pubblicità) in uno proporzionale al successo dell’iniziativa.

Questo modello ha funzionato sin da subito tanto che Google ha persino provato a comprare Groupon per 6 miliardi di dollari. Ma Mason ha risposto negativamente e ha continuato ad andare avanti per la sua strada autonomamente. La sua idea ha fatto scuola e ciò a cui stiamo assistendo è solo l’alba di un fenomeno che avrà grandi sviluppi. Anche in Italia e soprattutto sui cellulari e sui social network, stanno crescendo sempre più proposte simili al modello Masoniano, ma c’è anche qualcuno, pieno di inventiva e creatività, che in uun modo o nell’altro cerca di distinguersi.

Come ad esempio Glamoo, un’azienda inglese fondata e diretta da italiani: “Il nostro è un modello diverso da Groupon. Siamo i primi ad affiliare anche boutique della moda, oltre ai ristoranti. L’utente accede gratis alle offerte scontate via sito Web, mentre paga da 3 a 10 euro per averle su cellulare”, spiega Alessandro Santamaria, country manager di Glamoo, che chiede una royalty del 30 per cento. Ha 700 mila utenti. Anche Pointix, un’altra azienda italiana, si distingue da Groupon concentrandosi su città minori.

Di questo passo, chissà se tra qualche anno ci sarà ancora qualche esercente interessato a comprare la solita pubblicità.

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Il Boom del Social Shopping

marzo 14th, 2011 · Senza categoria

Il social shopping è diventato ormai un mezzo celere e conveniente per acquistare sul web.

E’ una sorta di negozio virtuale che sta battendo tutti i record delle vendite online, tanto che i suoi incassi sono passati, nel corso di un anno, da 33 a 750 milioni.

Con il nome di Groupon si riassume il concetto di “coupon di gruppo”, ma può essere meglio illustrata dall’ultimo slogan che infiamma il web: appunto il social shopping.

Groupon potrebbe essere definito come il nuovo Facebook, ma anziche avvicinare amicizie lontane, fa dialogare il mercato di chi compra e chi vende. Come?

Semplice: ogni giorno il sito propone offerte super convenienti che però per andare in porto ci devono essere almeno un tot di sottoscrittori dello stesso coupon di gruppo.

Il consumatore ci guadagna risparmiando, mentre chi vende smercia un grande quantitativo di servizi senza ricorrere alla piccola pubblicità.

E Groupon ci guadagna su tutto: perché incassa la metà della cifra destinata al venditore e amplia il database dei suoi clienti, che servirà a confezionare ulteriori offerte.

Questo nuovo fenomeno della rete, lanciato dall’inventore ex musicista di Chicago Andrew Mason, è oramai presente in 35 paesi del mondo, Italia compresa, e attualmente sta cercando di tuffarsi nel più grande mercato del mondo ovvero quello cinese.

Ma quel creativo di Mason punta in alto, pensando di lanciare una seconda fase di Groupon, ribattezzata come Groupon 2.0

Adesso, grazie anche alle applicazioni per iPhone e Android, l’obiettivo diventa il mercato “iperlocale”, cioè saper riconoscere i gusti di decine di milioni di clienti per proporre dunque offerte iperpersonalizzate.

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Il New York Times sfida Groupon con TimesLimited

marzo 14th, 2011 · Senza categoria

Da tempo, il mercato degli acquisti di gruppo è diventata una delle pietanze più desiderate del web. Tutti ne vogliono un po ma solo in pochi riescono a gustarla a lungo.

Groupon, leader assoluto, riceve continui attacchi da parte della concorrenza e questa volta è il turno del New York Times che, con il lancio di TimesLimited, punta a conquistare clientela con offerte imperdibili.

A differenza di quanto accade con Groupon, per assicurarsi un buono sconto o qualsiasi altro prodotto presente sul sito non è necessario attendere il raggiungimento di una quota minima di acquirenti, bensì avere l’occhio sempre pronto: ogni offerta ha infatti una precisa scadenza, oltre la quale il suono di una sirena virtuale decreta la fine dell’asta.

Le proposte di acquisto saranno inviate tramite posta elettronica dai partner del gruppo.

I lavori per questo nuovo e quasi unico progetto sono quasi terminati e quasi sicuramente si partirà a fine marzo. La promessa è quella di garantire alla clientela un’esperienza diversa rispetto ai principali siti per gli acquisti di gruppo online, offrendo prodotti mirati al target di possibili clienti cui saranno inviate le offerte.

Le categorie coinvolte delle offerte sono comunque sempre le medesime: si va dai viaggi alla ristorazione e dall’abbigliamento al benessere.

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Bing Dealmap va a caccia di Affari come Groupon

marzo 14th, 2011 · Senza categoria

Bing lancia Dealmap e va a caccia di affari proprio sulla scia di Groupon. E’ un servizio che offre l’accesso a 200.000 offerte in 14.000 città differenti, mettendo insieme i voucher a partire da servizi di punta del settore come Groupon o LivingSocial.

La competizione su questo nuovo fenomeno della rete cresce spaventosamente: dopo “Local Offers” di Yahoo!, e dopo che Groupon ha rifiutato una proposta di acquisizione da parte di Google (6 miliardi di dollari); quest’ultimo ha lanciato Google Offers proprio per sfidare il colosso Groupon.

Gli utenti riceveranno un’email con l’offerta del giorno con l’opportunità di concluderla in un arco temporale di massimo 48 ore.

C’è anche Facebook Deals che invece funziona cosi: permette di individuare le occasioni in zona tramite un smartphone o un tablet. Si tratta di una nuova funzionalità che consente di ottenere sconti o addiritura premi offerti dai brand grazie ad un solo e semplice check-in.

Inoltre sempre grazie a Deals, è possibile condividere con i tuoi amici le offerte speciali con i propri amici di Facebook, dando cosi anche a loro la possibilità di accedere a questi servizi piu che vantaggiosi.

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La Rete e gli Acquisti Low Cost

marzo 14th, 2011 · Senza categoria

Da circa un anno ormai, la rete ha lanciato una nuova formula di risparmio: i gruppi di acquisto online che permettono di comprare servizi e beni a prezzi scontati. Il sistema è basato su un concetto dove se si acquista in tanti si possono ottenere vantaggi che difficilmente riusciremmo a raggiungere da soli.

Sono società che gestiscono i siti a negoziare sconti e vantaggi con aziende che offrono servizi come abbonamenti alle palestre per esempio. Generalmente queste offerte hanno una durata temporale che non va oltre le 48 ore e necessitano appunto, come detto prima, di un minimo di aderenti.

È un sistema, almeno teoricamente, win to win: l’esercizio commerciale ottiene nuovi clienti e visibilità, il sito condivide parte degli incassi con i punti vendita, i clienti hanno accesso a una riduzione di prezzo significativa.

La continua ricerca, da parte dei clienti, di occasioni vantaggiose è la base del successo, infatti, negli ultimi 12 mesi si ha avuto una crescita di clienti che aumenta ogni giorno sempre piu. Secono i dati Nielsen si sono raggiunti gli 8.7 milioni di utenti.

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Groupon, LetsBonus & Co. In Italia l’acquisto di gruppo funziona!

marzo 7th, 2011 · Senza categoria

E’ provato che a noi italiani piace fare shopping di gruppo, infatti grazie ad uno studio di ComStore , l’Italia è il primo paese in Europa, per l’utilizzo dei coupon offerti dai gruppi di acquisto online.

Sono appunto siti come Groupon o LivingSocial, che dopo aver effettuato una semplice e celere registrazione, offrono buoni sconto su cene piuttosto che su trattamenti benessere: ad esempio su LetsBonus ci offrono anche numerose offerte di viaggi a prezzi stracciati.

Unica condizione per centrare il target : raggiungere il numero di adesioni previsto per l’offerta. Solo se un certo numero di clienti acquisterà il coupon digitale, l’offerta sarà ritenuta valida. E se non si dovesse raggiungere il numero di persone richiesto?? Semplice, verranno rimborsati tutti i soldi impegnati per la nostra offerta.

In Euopa l’utilizzo di questi coupon online è cresciuto nel 2010 del 162%, con appunto, gli italiani fra i maggiori utilizzatori insieme a francesi ed inglesi.

Groupon, leader praticamente di questo nuovo business, lo scorso dicembre, si è èpresa il lusso di rifiutare un’offerta di acquisizione fuori dal normale da parte di Google. Risultato?
Google sta risolvendo il proprio problema lanciando Google Offers, cercando cosi di contrastare l’avvento di Facebook Deals

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Groupon sbarca in Cina con GaoPeng.com

marzo 7th, 2011 · Senza categoria

Il leader mondiale degli acquisti di gruppo a prezzi scontati ha lanciato il sito GaoPeng.com dopo aver aperto una sede a Beijing.

L’azienda di Chicago ha infatti fondato una joint venture insieme a Tencent Collaboration e Alibaba, rispettivamente il più grande social network e il principale sito di ecommerce cinese.

Attualmente il sito sarà accessibile solo da Beijing e Shanghai, ma altre città verranno raggiunte molto presto per avviare anche in Cina l’invasione dei coupon.

A Marzo partiranno le offerte poiche l’azienda è ancora work in progress, ma nel frattempo gli utenti possono gia iscriversi per iniziare a ricevere newsletter ed informazioni.

Il mercato dei coupon digitali è ormai in continua espansione ed quindi chiaro il motivo che ha spinto l’azienda americana ad entrare in un mercato come quello cinese, dove ci sono circa 460 milioni di utenti internet anche se però la competizione risulta, come sempre da queste parti, molto elevata.

Dopo aver rifiutato un’offerta di Google di oltre 6 miliardi di dollari, Groupon ha trovato un accordo solido con due partner cinesi e sta iniziando ad aprire uffici sul territorio cinese, assumendo cosi molto personale, cercando cosi di far esplodere anche in Cina questo business, ormai richiesto da tutti.

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Gli sconti condivisi

marzo 7th, 2011 · Senza categoria

Chi segnala su Facebook il suo ingresso in un negozio Benetton può versare un euro all’organizzazione non profit Architechture for humanity, impegnata in progetti di sviluppo locale tra le baraccopoli di Nairobi.

È una tra le proposte lanciate attraverso Facebook Deals, la piattaforma del social network che ha debuttato i primi di febbraio in Italia e in altre cinque nazioni (Francia, Germania, Spagna, Regno Unito, Canada).

Come in un gioco, gli utenti dovranno seguire quattro passaggi per arrivare ai premi: sconti o promozioni nelle attività commerciali oppure una semplice donazione per le aziende non profit.

1. Scoprire, o comunque cercare, se un negozio nelle vicinanze ha lanciato un’offerta (segnalata da un rettangolino verde all’interno di “Luoghi”, lo spazio dove gli utenti del social network possono trovare dei punti vendita);

2. Indicare, con un messaggio di “check-in”, il vostro ingresso;

3. Questo passaggio è fondamentale per il Deals : accettare lo sconto o, nel caso delle aziende no profit, inviare una donazione;

4. L’ultimo passaggio si conclude mostrando agli addetti del negozio in cui vi trovate, la pagina di Facebook come se fosse un tagliandino digitale.

Oltre Benetton, partecipano in Italia i punti vendita di Vodafone e Telecom Italia, le attività commerciali convenzionate con Poste Italiane e il San Siro Store dedicato al merchandising del Milan.

«Negli Stati Uniti il numero dei “check-in” è aumentato da due a sei volte grazie a Deals: è un prodotto in evoluzione e il suo sviluppo è guidato dal contesto locale», ricorda Luca Colombo, country manager di Facebook per l’Italia. Un servizio completamente gratuito ma ancora in fase di sperimentazione accessibile tramite app per Iphone e sistemi operativi Android : sono circa quattro milioni gli iscirtti italiani che entrano nel social network grazie a smartphone o tablet. Anche negli USA il servizio è dedicato ad una cerchia ristretta di utenti e aziende, ma ben presto lì, come nel nostro Paese, il servizio sarà ampliato.

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